TREQUARTISTA, ma chi?

Nell’articolo postato dopo la partita di Supercoppa persa contro la lazio avevo denunciato la necessità di intervenire sul mercato per portare in Nerazzurro un giocatore dai piedi buoni, guizzante, che sapesse tener palla e creare superiorità: un TREQUARTISTA.
In questi giorni i mass-media stanno ribadendo questa necessità, avallata anche dalle parole del Presidente Moratti e dell’allenatore Josè Mourinho.
Con il modulo ereditato dall’ex Roberto Mancini, mr. Mou è stato obbligato ad inserire Stankovic dietro alle punte per tutta la scorsa stagione, con risultati oltre le aspettative.
Se analizziamo accuratamente il fatto però ci accorgiamo che questo è stato possibile per l’appunto lo scorso anno, ma non lo sarà per la stagione che sta per iniziare.
Fino a pochi mesi fa infatti là davanti c’era un certo zlatan ibrahimovic, calciatore che supera il metro e novanta, dalla tecnica sopraffina e con una capacità di far salire la squadra che non ha eguali. Il ruolo del trequartista quindi in questo caso si addiceva perfettamente alle caratteristiche del nostro Deki (Stankovic n.d.r.), che andava in pressing quando la squadra avversaria iniziava l’azione e si inseriva sfruttando al meglio le sponde e i palloni filtranti dello svedese.
Con la partenza di ibra tutto è cambiato: sono arrivati Milito ed Eto’o, grandissimi ataccanti, ma dalle caratteristiche completamente differenti da quelle di zlatan. I due neo-interisti infatti sono dei fenomeni nel dare profondità alla squadra, negli inserimenti senza palla e nel concretizzare al meglio il lavoro fatto dalla squadra per servirli, però non hanno la capacità di inventarsi giocate, di creare superiorità numerica o di far giocare la squadra. Sono due attaccanti che assolveranno al meglio anche il compito di essere i primi difensori quando l’Inter difende, però poi avranno bisogno di rifiatare e di esser serviti degnamente quando l’azione diventa di attacco. E’ proprio questo il punto fondamentale del discorso: la nuova Inter dovrà essere diversa perchè avrà un tipo di gioco diverso, pur mantenendo lo stesso modulo.
I calciatori con caratteristiche tecnico-tattiche utili alla causa nerazzurra non sono molti, e gli operatori di mercato si stanno concentrando su tre nomi in particolare: Wesley Sneijder, Rafael Van Der Vaart e l’italiano Antonio Cassano.
Considerando il fatto che il centrocampo interista (vertice basso, centro-destra e centro-sinistra) sarà formato da interditori come Cambiasso, T. Motta, Muntari, Zanetti, Vieira, Stankovic, che si giocheranno i tre posti a disposizione e che avranno il compito principale di recuperare palloni, io credo che l’Inter potrebbe anche permettersi di schierare Cassano come vertice alto del centrocampo, ovvero come trequartista. Gli equilibri secondo me non sarebbero sconvolti.
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