Gli scetticismi lasciamoli agli altri!

Tutti si aspettavano l’ennesima imbarcata dopo le dolorose debacle delle altre italiane alla Guinness International Championship Cup: l’Inter invece parte forte e riesce ad avere la meglio sui campioni d’Europa del Real Madrid.
La vittoria arriva ai rigori, contro una compagine formata per lo più da giovani in cerca della definitiva consacrazione in maglia “blanca”. Dopo il vantaggio siglato da “Mr. 100 milioni” Bale, i Nerazzurri riagguantano il pari nella seconda frazione, grazie al rigore con tanto di “cucchiaio” messo a segno da un buonissimo Mauro Icardi, autore di una partita di sacrificio, ricca di buoni spunti e grande personalità. E se le seconde linee del Madrid hanno messo in campo temperamento e determinazione, l’Inter non è stata certo da meno: grande prova del neo acquisto Vidic, peraltro alla prima in una difesa a tre, con i compagni di reparto Ranocchia (con fascia di Capitano al braccio) e Juan Jesus ancora un po’ in ritardo di condizione ma complessivamente autori di una gara da sufficienza piena. Sugli esterni non ha impressionato D’Ambrosio (probabilmente ancora appesantito dai carichi di lavoro di Pinzolo), mentre è apparso padrone del ruolo il nuovo arrivato Dodò, laterale brasiliano di spinta dotato di grande tecnica (sentiremo molto parlare dell’ex giallorosso in questa stagione, statene certi). In mezzo, a fronte delle prove senza infamia e senza lode di Kuzmanovic e dell’ex canterano di ritorno Joel Obi, è stato evidente il cambio di passo apportato dall’ingresso del francese M’Vila nella seconda frazione: l’ex Rubin, ancora alla ricerca della miglior forma, è stato capace di prendere da subito le redini della mediana, dimostrandosi un calciatore di personalità e dalle enormi potenzialità. A completare il centrocampo, il “Divino” Jonathan, schierato ancora una volta da mezzala (buona prova anche per lui). In avanti, in appoggio ad Icardi, è stato schierato Ruben Botta, che ha fatto intravedere buoni spunti non supportati però dalla necessaria continuità (staremo a vedere se le sirene granata lo porteranno lontano da Milano per un prestito annuale).
Si sono affrontate due squadre orfane di diversi titolari (l’assenza di Kovacic a centrocampo si è fatta chiaramente sentire tra i Nerazzurri): l’Inter ha saputo reagire ed avere la meglio. Vincere è sempre importante, anche nelle amichevoli prestagionali. 
Il disfattismo delle ultime due stagioni deve lasciare spazio al ritrovato ottimismo per quella attuale: l’Inter c’è e se la giocherà alla pari con tutte le avversarie. Manca ancora qualche tassello (sembra ormai imminente l’arrivo del mediano di rottura Gary Medel e continua la ricerca di un attaccante di prima fascia), poi la squadra sarà finalmente completata. E competitiva. Molto spesso la fiducia in se stessi è importante quasi (se non più) quanto i reali valori tecnici: crediamoci tutti insieme, il lavoro del tecnico, dopo un anno di ambientamento, sembra iniziare a dare i suoi frutti, in particolare nella coesione di un Gruppo apparso unito e affamato come non vedevamo da tempo.
Questa notte altra sfida contro lo United di Van Gaal, una gara tutta da vivere.
 
FORZA RAGAZZI!
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