L’Interista è di nuovo felice!

Sono passati poco più di tre giorni dall’annuncio ufficiale da parte della Società dell’ingaggio del nuovo allenatore Roberto Mancini.

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Per tutto il Mondo Inter la conferenza stampa di Sabato scorso è stata un momento molto importante: Mr. Mancini è tornato a parlare in Nerazzurro, riportando un entusiasmo che non vedevamo ormai da anni.

La scelta compiuta dalla nuova dirigenza è stata tanto coraggiosa quanto inevitabile. Era evidente come Mazzarri avesse fatto ormai il suo tempo, un tempo non certo memorabile, un tempo che non aveva fatto sbocciare quell’empatia fondamentale dalle nostre parti.

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Sì, perchè quello Nerazzurro è un mondo molto particolare, che non tutti possono riuscire a comprendere dall’esterno. Il carattere schivo, burbero, riservato e talvolta supponente dell’allenatore toscano, sempre più convinto di riemergere dalla crisi soltanto con il “lavoro”, è stato probabilmente il suo tallone d’achille: l’Inter o si ama o si odia, all’Inter devi saper dare tutto ma anche saper prendere , aprendoti all’interismo e cavalcando questo sentimento che poi è un po’ anche la filosofia dell’ESSERE INTERISTA. Noi non siamo una squadra come le altre, non lo siamo mai stata e non potremo mai esserlo.

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L’Inter ha bisogno di Interisti e semplicemente Mazzarri non lo era. E non ha mai fatto nulla per diventarlo. E nonostante le molteplici motivazioni (dal modulo sbagliato, ai cattivi risultati) che possiamo raccontarci sulle cause dell’esonero, la verità è semplicemente questa.

Thohir stavolta ha fatto la scelta migliore e dobbiamo dargliene atto: riportare il Mancio all’Inter in questo momento non era affatto semplice (solo una settimana fa il Presidente era stato a presentare il piano quinquennale di risanamento delle casse societarie all’Uefa per tentare di evitare le sanzioni previste per il mancato rispetto dei parametri imposti dal Financial Fair Play) ma era una scelta doverosa verso tutti Noi Tifosi.

Mancini è percepito dal Nerazzurro non soltanto come un vincente (perchè ha vinto 3 Scudetti, due Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane in quattro anni), ma anche e soprattutto come “uno di famiglia”. E’ per questo che il coming back dell’allenatore jesino è stato salutato con così tanto entusiasmo.
All’Inter c’era bisogno di tornare ad essere Inter, c’era bisogno di tornare a respirare aria positiva, c’era bisogno di tornare a pensare alla vittoria: il cronico pessimismo di Mazzarri, quella prudenza che spesso (sempre) lo portava a non osare per la paura di perdere, francamente avevano stufato.
All’Inter si viene per vincere, all’Inter si deve sempre pensare a vincere.
Intanto Mr. Mancini non ha perso tempo, ed al primo allenamento ha rispolverato il vecchio e rimpianto 4-3-1-2, un modulo che da solo mette di buon umore.
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Aspettando il Derby, gli Interisti adesso sono di nuovo contenti.
FORZA RAGAZZI
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