INTER vs Frosinone 4-0

Inter brutta, fortunata, criticata. Intanto però, dopo tredici giornate e 30 punti conquistati i Nerazzurri guardano tutti dall’alto. E questo non può essere un caso. Come casuale non può esser considerato il dato statistico più evidente: con appena 7 gol subiti (di cui quattro nella sola disgraziata sconfitta contro la fiorentina) la retroguardia Interista è la meno perforata dell’intero Campionato. Anche questo vorrà pur dire qualcosa. I critici continuino pure a snobbarci, d’altronde succedeva anche negli anni d’oro che hanno portato al magic moment del Triplete nel 2010, quindi non dobbiamo certo meravigliarcene.

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Dietro al primato in classifica in realtà ci sarebbero una miriade di aspetti da considerare, non ultimo il “fattore Mancini”: arrivato un anno fa, il tecnico Nerazzurro ha saputo infondere una nuova mentalità a tutto l’ambiente, riportando entusiasmo dopo interminabili anni bui.

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Senza contare poi l’aspetto squisitamente tecnico, che troppo spesso viene sottovalutato (quasi ignorato): il calcio non sarà una scienza esatta, ma dovrebbe sempre sottostare ai semplici principi di praticità e buon senso che Mr. Mancini ha evidentemente adottato per risollevare le sorti Nerazzurre.

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Dopo dodici mesi l’impronta del tecnico è talmente forte che in tanti continuano a chiedersi come sia stato possibile affidare la prestigiosa panchina Interista del dopo Mourinho a mediocrità conclamate che non meritano neanche di esser ricordate (con qualche isolata eccezione come il giovane Stramaccioni o l’inesperto Leonardo). Una solida guida è alla base di ogni progetto importante e vincente: non siamo in grado adesso di sbilanciarci troppo, di cantare vittoria, ma continuare ad ignorare l’evidenza non fa bene a nessuno ed anche il più fazioso dei critici dovrebbe prendere atto del grande cambiamento (ancora in atto) di questa nuova Inter.

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La vittoria di ieri sul Frosinone, arrivata al termine di una gara che non ha mai avuto storia, è stato soltanto l’ultimo episodio di un percorso fatto di piccoli ma costanti passi in avanti di una squadra che in sordina sta cercando di tornare grande. I continui avvicendamenti nell’undici titolare sono serviti e serviranno probabilmente proprio a questo: far sentire tutti parte integrante di una rinascita che non può essere attuata con improvvisazione o frenesia è stata un’altra delle scelte sinora vincenti del tecnico marchigiano. Le reti di Biabiany e Brozovic (non titolarissimi) sono il giusto premio alla perseveranza e determinazione di due calciatori che hanno avuto il merito di farsi trovare pronti al momento giusto.

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Così come segnali importanti sono stati il ritorno al gol di Capitan Icardi e la discesa vincente di Jeison Murillo, al suo primo gol in Nerazzurro dopo un’altra strepitosa prova difensiva accanto al compagno Miranda ed all’insuperabile Samir Handanovic (nuovamente decisivo sulla incredibile conclusione di Soddimo nel primo tempo).

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I segnali più incoraggianti sono però arrivati ieri dalla fase offensiva, finalmente incisiva e cinica come una grande squadra richiede: a brillare su tutti è stato ancora una volta Adem Ljajic, calciatore certamente sin troppo sottovalutato, autore di una gara strepitosa anche in fase di non possesso, vero man of the match con due assists e tante bellissime giocate. In crescita anche Jovetic ed Icardi, ancora alla ricerca della migliore intesa ma apparsi finalmente il primo al servizio del secondo e viceversa.

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A centrocampo l’assenza di Medel è stata mascherata dalla buonissima prestazione di Felipe Melo (apparso in netta crescita dal punto di vista fisico), bravo a tenere alta la mediana anche quando il compagno di reparto Kondogbia ha mostrato nuovamente i soliti limiti di continuità. Sugli esterni molto bene Telles, che al rientro tra i titolari ha davvero impressionato positivamente, meno bene invece Nagatomo (che sulla corsia di destra appare non a proprio agio come sull’out di sinistra).

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Come detto con questi tre punti l’Inter vola in testa alla classifica, in attesa del big match in programma lunedì prossimo al San Paolo, dove sarà fondamentale non perdere punti per alimentare il sogno. E chissà che non possa essere un altro finale #epic (brozo)!

FORZA RAGAZZI!

.:: I Voti ::.

Handanovic 7
Nagatomo 5
Miranda 6,5
Murillo 7
Telles 6,5
Melo 7
Kondogbia 5,5
Biabiany 7
Jovetic 6
Ljajic 7,5
Icardi 6,5

Ranocchia 6
Perisic 6
Brozovic 6,5

All. Mancini 8

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