Napoli vs INTER 1-2

Una sconfitta che vale più di una vittoria.

L’Inter esce dal San Paolo con zero punti in tasca ma con maggiore consapevolezza di se  stessa, al termine di una gara viziata da un clamoroso errore arbitrale che ha costretto la squadra in dieci per un’intera frazione di gioco (espulsione di Nagatomo ingiusta, due falli inesistenti puniti col doppio giallo).

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Nonostante l’inferiorità numerica ed il doppio svantaggio (bravo Higuain ad approfittare delle uniche due indecisioni della retroguardia Interista), i Nerazzurri hanno saputo mettere in campo una voglia e una determinazione che non si vedevano ormai da tempo, riuscendo prima ad accorciare le distanze con uno STREPITOSO Ljajic (partita veramente incredibile del giovane serbo, che a questo punto si candida come titolare inamovibile per l’attacco) a metà ripresa, per poi sfiorare il pari nel finale che soltanto la sfortuna e due clamorosi pali riescono a negare.

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La reazione però è stata da grande, grandissima squadra: al napoli sono andati i tre punti, l’Inter però questa sera ha mandato un messaggio forte e chiaro al Campionato con una prestazione che probabilmente in pochi si aspettavano (soprattutto dopo lo svantaggio di inizio gara e l’uomo in meno). Mr. Mancini aveva riproposto un 4-3-3 con Handanovic in porta, D’Ambrosio e Nagatomo sugli esterni ad affiancare la coppia centrale Miranda-Murillo, Medel vertice basso di un centrocampo completato da Brozovic e Guarin, Ljajic e Perisic a supportare Capitan Icardi in avanti.

Proprio quest’ultimo, uscito ad inizio ripresa per fare spazio al brasiliano Telles entrato in campo per occupare la corsia mancina lasciata scoperta a seguito della inesistente espulsione di Nagatomo allo scadere dei primi 45 min., è apparso nuovamente svogliato, avulso dalla manovra, incapace di tenere alto il gioco, disordinato nel tentativo di pressing di una squadra costretta ad inseguire il pareggio sin da subito (i dubbi di Mr. Mancini alla vigilia erano più che giustificati, probabilmente un po’ di panchina non farebbe male al centravanti argentino).

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Paradossalmente l’Inter è risultata più pericolosa in dieci dopo l’uscita dell’ex doriano, quando Ljajic ha avanzato il proprio raggio d’azione fungendo da falso nueve con Brozovic e Perisic a supporto.

Nonostante le energie spese nel primo tempo i tre slavi, in particolare Brozovic e Ljajic, hanno saputo mettere in campo una cattiveria agonistica ed una determinazione che fanno ben sperare per il futuro, mostrando la voglia e la classe dei grandi calciatori (Ljajic, è giusto ribadirlo, autore di una gara superlativa condita anche dal gol che ha riacceso le speranze di rimonta).

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Non male Guarin e Medel, il primo probabilmente però poco lucido a causa della tensione palpabile vista l’importanza del match, il secondo uscito alla distanza, solito mastino e guerriero di un centrocampo per il quale è divenuto ormai pedina imprescindibile.

Nel reparto difensivo, oltre alla prestazione poco attenta di Nagatomo (dopo l’ingiusto primo giallo e la non corretta copertura sull’1-0 avrebbe dovuto temporeggiare su Allan), gli altri si sono guadagnati la sufficienza di fronte al miglior attacco (e attaccante, Higuain n.d.r.) del Campionato: dopo il maldestro rinvio che ha portato al vantaggio partenopeo ed il non perfetto posizionamento sul raddoppio dei padroni di casa Murillo ha saputo rialzare la testa rimanendo concentrato sino alla fine, cosí come il compagno Miranda, stasera meno brillante del solito ma autore comunque di una prestazione dignitosa.

A destra D’Ambrosio non ha sofferto più di tanto, riuscendo a stoppare molti dei tentativi di un cliente scomodo come Insigne. Handanovic, incolpevole sui due gol, è stato ancora una volta decisivo con una superparata su Higuain che sarebbe valsa la tripletta all’argentino.

Buonissimi anche gli ingressi di Telles, Biabiany e Jovetic, subito in partita in un match non semplice, giocato a ritmi altissimi da parte di entrambe le compagini.

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È stata una serata di grande calcio sul prato di Napoli, una serata che ha sciolto come dicevamo ogni dubbio in merito alla candidatura dei Nerazzurri per la vittoria finale: Mr. Mancini ha plasmato una squadra cocciuta e solida, forte caratterialmente e vogliosa di rivalsa. Una squadra che sembra aver ritrovato il cuore e la determinazione di un tempo, impreziosita dal tasso tecnico assoluto di calciatori come Jovetc, Ljajic e Brozovic che alla distanza può fare la differenza.

Questa sera usciamo sconfitti, ma a testa alta. Altissima.

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Già in attesa della prossima sfida e desiderosi di riprenderci il posto che ci spetta. Quella testa della classifica che adesso non vogliamo più soltanto sognare.

FORZA RAGAZZI!

.:: I Voti ::.

Handanovic 6,5
D’Ambrosio 6
Miranda 6
Murillo 6
Nagatomo 4,5
Guarin 6
Medel 6,5
Brozovic 7,5
Perisic 6,5
Ljajic 8,5
Icardi 4,5

Telles 6,5
Biabiany 6,5
Jovetic 6

All. Mancini 7

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